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Lo spaghetti-western di Sergio Leone

Insolito lieto fine col Papa Leone XIV

Avvertimento: si vede dai titoli che questa è una cronaca quasi religiosa e anche con qualche miracoli. Quindi sul set il regista urla luceee, motoree! Il regista è Sergio Leone, nato a Roma in 1929, fu anche sceneggiatore e produttore cinematografico; appassionato fin da bambino dal cinema statunitense, iniziò a lavorare nella settima arte a diciotto anni, dopo aver lavorato anche nel cinema con suo padre Vincenzo.
Nel suoi esordi, parliamo degli anni ’50, si interessò nel peplum, quei film storici in costume, girando “Il colosso di Rodi”. Però all’inizio degli anni ’60 il peplum era un genere in declino per il pubblico. Adesso accade un miracolo, infatti viene suggerito a Leone di reinterpretare il film “La sfida dei samurai” in chiave di western! Questo film “Per un pugno di dollari” sarà il suo primo western, dove vediamo Clint Eastwood nei panni di un pistolero, detto l’uomo senza nome, pronunciare la sua iconica battuta: Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”. Ma devo dire che a rigore il primo western all’italiana fu “Una signora dell’Ovest”, un film del 1942. E viene presto la domanda: perché questo film di Leone di 1964 è diventato il modello per i posteriori?
Nonostante che Sergio Leone fece pochi film è considerato un maestro, cioè un uomo capace di fare scuola. Allora che facciamo con questa apparente contraddizione? Accade che il genere western aveva lasciato anche di interessare il pubblico americano, forse dovuto al suo schema ripetuto fino alla noia, quindi il nostro eroe e pioniere reinventa il genere col suo primo film western. Questo fu possibile perché girando in Italia Leone era libero di opporsi allo schema delle case di produzione cinematografiche, è buono ricordare che il cinema è un negozio, e anche ai pregiudizi del pubblico americano.
Nello rigido schema statunitense c’erano i buoni e i cattivi e, vincevano soltanto i buoni; ma il Nostro comportandosi come un vero distruttore di stereotipi svanì i confini tra di loro, come nella vita reale, i protagonisti dei suoi film furono veri antieroi, infatti Clint Eastwood non si presenta come un giustiziere, ma sì come uno che spara per campare. In parole moderne possiamo dire che Leone decostruì il genere western. Sarò crudele se faccio un paragone con la politica dicendo che ci sono politici brutti e meno brutti, ovvio che con qualche eccezioni?
Posso raccontarvi senza vergogna che fino a non molti anni il mondo era per me un western USA, cioè un mondo di buoni e cattivi, forse perché io sono un marinaio militare mancato, non devo vergognarmi assolutamente perché significa la mia evoluzione, e questo detto nel intollerante XXI secolo dove molti persone credono che il mondo sia così. Aggiungo, e anche non chiederò scuse, che lo spaghetti-western è stato quasi uno schiaffo per me: infatti io ho bisogno di che trionfi il bene, per trasmettere al pubblico un messaggio finale di speranza.
E che possiamo dire della musica di Ennio Morricone? La musica si accoppia ai film tanto quanto un vino squisito a una prelibatezza, non sarebbe possibile concepire i western senza la sua musica.
E che dicevano i produttori statunitensi sullo spaghetti-western? All’inizio il nome spaghetti- western aveva una sfumatura spregiativa perché non si aveva fiducia nel successo, (il) proprio Clint Eastwood nel primo film chiese un salario alto per non farlo, però gli incassi mostrarono che questi capolavori erano piaciuto al pubblico, e il cinema è un negozio.
Digressione: questa cronaca fa onore al titolo della rubrica: Made in Italy, è il mio omaggio a tutti gli imprenditori italiani; loro sono stati da sempre molti bravi nel reinventare cose altrui. Ad esempio il caffè brasiliano era solo una commodity, ma possiamo fare giustizia e dire che gli italiani crearono il caffè inventando tutte le diversi macchine da caffè e i favolosi diversi tipi di caffè.
Un commento esilarante ma vero, in qualche film nella conclusione la protagonista domanda al nostro “eroe” se rimarrà con lei, e lui finisce cavalcando libero nei prati. Dio dà il pane a chi non ha denti! Per me è uno scemo o probabilmente un uomo incapace di amare una donna. Per esperienza personale vi confesso che dà tanta fatica trovare la donna giusta! Insomma dopo il suo primo western i Nostro completò la cosiddetta Trilogia del dollaro con “Per qualche dollaro in più” (1965) e “Il buono, il brutto, il cattivo (1966). E c’è anche il quarto western “C’era una volta il West” ma che fa parte di una seconda trilogia.
Siccome io sono chiaroveggente vi racconto che accadrà un secondo miracolo: c’era una volta nel confessionale: Padre, da sempre mi sono sentito un uomo solo, cioè senza amore né famiglia, ma fortunatamente Dio ebbe pietà di me e da cinque anni ho conosciuto la mia sirena partenopea, lei mi ha aiutato nel mio processo di redenzione, adesso sono un uomo felice e uno scrittore in costruzione. Quindi naturalmente ho pensato che siccome l’uomo è cattivo per natura io ho scelto di credere che esiste Dio, come atto di fede. Nel paese dove abitavo non ascoltavo mai i telegiornali, ma me informavo tramite la radio della Chiesa, lì ho ascoltato dei meravigliosi commenti sull’Enciclica del Papa. Anche un altro di un geopolitico, brillante professore, che parlava del Papa Leone XIV come un uomo di senno, capace di dire lo che nessuno aveva il coraggio di dire, e anche di guidare un processo di pace globale, forse l’unico capace di farlo. Io vorrei credere che Dio vedendo la cattiveria umana ci ha inviato un Papa, nientemeno che statunitense, come IL costruttore della pace. Questo “cuore ruggente con la forza della tenerezza” ci ha regalato la sua prima Enciclica: Magnifica Humanitas.- Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.

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